Voyage a Calais

Nel 2016, l’artista e architetto italiano Alessio Patalocco decide di realizzare un’opera dedicata ai migranti commissionata da Amnesty International da donare alla città di Calais. come gesto di apertura e memoria. L’opera viene costruita pezzo per pezzo in un’officina di Terni ma mentre si avvicina il momento della consegna, Calais non la vuole più. Il Comune rifiuta la donazione in silenzio, senza lasciare nulla per scritto — esattamente come si respinge chi non si vuole vedere. Da quel momento, l’opera prende a vagare: Roma, Marsiglia, il Lazio, l’Umbria, anni di nomadismo prima di trovare casa in un’altra porta dell’Europa: la Calabria, al MABOS, nel Museo del bosco della Sila. Patalocco raccoglie questa storia in un libro, un resoconto onesto e appassionato di viaggi, rifiuti e incontri inaspettati. Da quel libro nasce un cortometraggio: il racconto di un’opera che ha vissuto sulla propria pelle il destino dei migranti che voleva celebrare. Una storia di censura e resistenza, di porte chiuse e porte che alla fine si aprono. La storia vera di un rifiuto che è diventato, suo malgrado, l’opera stessa.

Fabrizio
Fabrizio
fabrizio@riff.it
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