Il docufilm esplora il rapporto tra uomo e natura mettendo al centro l’Islanda, osservata dall’alto come un pianeta lontano, privo di umani. Una fuga poetica a più voci: il Dialogo di Leopardi sulla natura e l’islandese (1824), i versi di Jón Kalman Stefánsson, le riflessioni di vari interlocutori su Islanda e Leopardi, le immagini di una terra giovane e primordiale. A scandire il racconto, la musica: contemporanea, popolare, persiana, schubertiana. Mondi lontani che le immagini estreme dell’Islanda conciliano, per descrivere un luogo dove, come dice Stefansson, vivono insieme Dio e il diavolo.





