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FOCUS SPAGNA – Opere prime: storie e canzoni

Opere prime: storie e canzoni
Il programma comprende quattro film in cui le canzoni detengono un ruolo fondamentale per la trama o per la comprensione della naturalezza delle situazioni o lo status dei personaggi.

La puerta abierta di Marina Seresevsky – Spain, 2016, HD, Color, 84’ – martedi 28 ore 18.30
La pols di Llàtzer García – Spain, 2016, HD, Color, 85’ – mercoledi 29 ore 16
La muerte en la Alcarria di Fernando Pomares – Spain, 2015, HD, Color, 83’ – giovedi 30 ore 16
María (y lo demás) di Nely Reguera – Spain, 2016, HD, Color, 92’ – venerdi 1 dicembre ore 20.10 – in sala la sceneggiatrice Valentina Viso

“Opere prime” quest’anno riporta come sottotitolo “storie e canzoni”. Coordinato dalla Fondazione SGAE (Società Generale degli Autori e degli Editori) e dall’Instituto Cervantes, questo programma si pone come obiettivo la diffusione del lavoro di quei cineasti che si trovano alle prime fasi della propria carriera, o che hanno collaborato con spettacoli diventati le opere principali dei relativi registi o registe. Si tratta di un programma che propone una panoramica sulle rappresentazioni dei cineasti emergenti, che aspira a dare voce ai più giovani, e a convocare un ciclo che esibisca la diversa naturalezza formale e tematica del cinema contemporaneo spagnolo.
Il programma “Storie e canzoni” trae l’idea dall’importanza che la musica e le canzoni assumono per l’impostazione argomentativa e tematica di tutti i film. Attraverso quattro titoli è possibile vedere una dimostrazione del recente cinema spagnolo, in cui la musica è uno strumento per avvicinarsi all’immaginario di ogni film.
I film del presente ciclo che ruotano attorno a quest’idea si avvicinano alla naturalezza narrativa ed emotiva che le canzoni forniscono in modi molto diversi, come per esempio il tono e il profilo delle canzoni stesse. Dalla prospettiva più tradizionalista e familiare de La puerta abierta [La porta aperta], in cui la musica ha il compito di spezzare il melodramma, fino alla richiesta giovanile di dare rilievo alla donna promossa da María (y los demás) [Maria (e tutti gli altri)], le canzoni si presentano come spazi di libertà e fantasia. Dall’altro lato, Que Dios nos perdone [Che Dio ci perdoni] ricorre al fato per evidenziare la rottura abissale e terribile che descrive il crollo con la logica della morale dei personaggi. Infine, La muerte en La Alcarria [La morte a La Alcarria] descrive una mappa musicale per uno spazio geografico, portato avanti da musicisti che sembrano mediatori, trovatori, fantasmi del passato.
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