Affidati agli spazi fuori concorso i lavori di Jafar Panahi e il film collettivo A Sense of Place, tra domenica 19 e martedì 21 la selezione ufficiale del RIFF 2023 presenterà altri quattro lungometraggi sotto la sezione della international documentary competition. Mentre volti e parole provenienti dall’Iran domineranno il dibattito con incontri e lezioni dedicate, il concorso ufficiale darà spazio a prospettive differenti, altri luoghi e altri stili a raccontare la contemporaneità europea e non.
Due diversi vettori a guidarne i temi: quello legato all’ambientalismo e ai movimenti green, e quello della biografia, del ritratto, dell’indagine individuale. Al primo appartengono Documerica e Planet B, testimonianze rispettivamente francesi e belghe di battaglie di ieri e di oggi: il film di Pierre-Francois Didek tornerà sui luoghi di un antico progetto fotografico americano, dimenticata inchiesta di cui l’artista transalpino tirerà le somme cinquant’anni dopo la nascita del movimento ambientalista mondiale; riallacciandosi al presente, Planet B di Pieter Van Eecke punterà invece la macchina da presa sugli eredi di quella stagione, i giovanissimi militanti di Extinction Rebellion.
Mondi e stilemi apparentemente opposti saranno sviluppati dagli altri due film del concorso, opere intimiste all’insegna della riflessione personale: in Light Falls Vertical l’artista greca Efthymia Zymvragaki esplorerà il sofferto rapporto con i luoghi e le persone del suo paese d’origine, mentre nell’atteso Timekeeper il cinema della russa Kristina Paustian aprirà un dialogo immaginario con il poeta russo Velimir Chlebnikov – cento anni dopo la sua morte.


