GIURIA 2021

Anche quest’anno il RIFF rende omaggio ai suoi spettatori con il voto del pubblico. Il pubblico, destinatario per eccellenza nonché pilastro essenziale del cinema, si farà giudice delle opere in concorso. Gli spettatori saranno chiamati direttamente ad esprimere il proprio giudizio su un’apposita scheda cartacea consegnata all’inizio del film. La votazione interesserà la sezione dei documentari in concorso, italiani e stranieri, da sempre fiore all’occhiello del Festival. L’iniziativa mira a rendere l’esperienza in sala più interattiva e coinvolgente e consente agli autori di ricevere un feedback diretto e immediato.

Dopo avere conseguito un Dottorato di Ricerca in Cinema alla Terza Università di Roma, nel 2005 inizia a collaborare con la Fandango, occupandosi di documentari e di acquisizioni di film, e più recentemente di sviluppo progetti e produzione di cinema e tv. È il produttore delegato delle serie Luna Nera e Luna Park realizzate per Netflix. 
Tra le altre attività, in qualità di critico cinematografico è stata consulente artistico del Bellaria Film Festival. Anteprima per il cinema indipendente italiano. È stata selezionatrice di film per la Sezione Extra del Festival del Film di Roma, e per il concorso internazionale del festival. Attualmente fa parte del comitato scientifico della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. 
È autrice di saggi critici sul cinema e sui registi italiani (Olmi, Taviani, Comencini, Bellocchio, etc…). Tra le sue pubblicazioni, il volume monografico curato insieme a Cristina Piccino Peter Whitehead. Cinema Musica Rivoluzione, Derive e Approdi, Roma, 2008, con Pedro Armocida, il volume collettivo Romanzo Popolare. Narrazione, pubblico e storie del cinema italiano negli anni duemila, Marsilio, 2016. Ha curato per Marsilio il volume We Want Cinema. Sguardi di donne nel cinema italiano (2018). È autrice del documentario Ferrante Fever (2017), regia di Giacomo Durzi, prodotto per Rai Cinema e Sky Arte e finalista ai Nastri d’argento come miglior documentario. Nel 2018, insieme a Simone Gattoni e Michael Weber, fonda a Roma la società di produzione Similar, che con cui ha realizzato il film Tommaso di Abel Ferrara, con Willem Dafoe, presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2019 – e co-prodotto Töchter (2021), regia di Nana Neul.

Laura Buffoni

Carl Haber

Laureato presso l’Università della Pennsylvania e la London International Film School, Carl ha iniziato a lavorare nel cinema a New York, inizialmente con David e Albert Maysles. Durante la sua carriera ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti e in Europa, producendo e dirigendo spot, video musicali, documentari, cortometraggi, film tv e lungometraggi.

Ha scritto e diretto “L’amico di Wang” (Italia, 1997), “The Wrong Mr. Johnson” (Repubblica Ceca, 2008), sceneggiatore originale di “Carlito’s Way” (USA, 1993). Ha scritto e prodotto “Gryphon” (USA, 1990) e il documentario “Punkkebab” (Regno Unito, 1978) vincitore del premio BAFTA, ed è stato produttore dei documentari “DOA” (USA, 1980) e “Mondo New York” USA, 1988).

Carl vive a Roma, dove continua sviluppare nuovi film e serie TV, è inoltre direttore e fondatore della Rome International Film School che quest’anno compie 5 anni di attività.

Bijaya Jena è una regista vincitrice di numerosi premi internazionali ed è un’attrice formata da una delle dieci migliori scuole di cinema del mondo, il Film and Television Institute of India, Pune. Dopo aver recitato in diversi film regionali e hindi, il film britannico The Deceivers e spettacoli di Ismail Merchant, è passata a scrivere, produrre e dirigere i suoi film. Il suo film d’esordio TARA (1992) ha ottenuto un premio nazionale. Il suo secondo lungometraggio ABHAAS (1997) è acclamato a livello internazionale ed è stato trasmesso su C4, BBC nella sezione Classics. Ha fatto parte della giuria in diversi festival internazionali come Fajr, Kish, Roshd, Yerevan, Goa, Dhaka, Aswan, Kolkata e ha anche tenuto masterclass di sceneggiatura in istituti come TUMO Academy, Armenia e Film and Television Institute of India, Pune. Scrive recensioni di film nel tempo libero. Ha anche ricevuto l’Odisha State Award per la migliore attrice e il premio Lifetime Dedication da Odisha e Pinamar, in Argentina.

Bijaya Jena

Sahraa Karimi

Classe 1985, Sahraa Karimi proviene dalla seconda generazione di rifugiati afgani in Iran. All’età di quindici anni, ha recitato come attrice in due film iraniani che l’hanno portata a studiare cinema in  Ceco Slovacchia dove si è laureata in regia. In questi anni ha realizzato più di 30 cortometraggi e documentari, alcuni dei quali hanno vinto numerosi premi in festival cinematografici internazionali. Dopo 10 anni di attività, è tornata a Kabul. Ha realizzato due documentari che hanno avuto successo a livello internazionale e sono stati trasmessi da ARTE France e BBC. “Hava, Maryam, Ayesha” è il suo primo lungometraggio girato interamente a Kabul con attori afgani.

Nato nel 1987 a Genova. frequenta la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova dove si diploma nel 2009. Subito dopo Inizia a lavorare In teatro, prima con Marco Sciaccaluga In “Controtempo” e “Il matrimonio del Signor Mississipi” poi con moltissimi altri registi come Glusy Frallonardo, Massimo Mesciulam, Massimiliano Farau, Andrea Chiodi, Michela Lucenti e Stefania Panighini con cui ha portato in scena l’opera di Astor Piazzolla “Maria de Buenos Aires”. Nel 2013 vince il premio originalità Carlino d’Oro al XX Festival del Cabaret Emergente. Al cinema esordisce nel 2011, partecipando al film “Non lo so ancora” di Fabiana Sargentini, cui segue “Gli Uomini d’oro” di  Vincenzo Alfieri. In seguito è  nel cast di numerosi prodotti  televisivi come “Rosy Abate” di Beniamino Catena, “Amore criminale” di Maurizio lannelli, “La dottoressa Giò” di Antonello Grimaldi, “I due soldati” di Marco Tullio Giordana, “Neverland” di Nick Willing, “Masantonio” di Fabio Mollo, “Petra 2” di Maria Sole Tognazzi e l’esordio alla serialità televisiva di Marco Bellocchio con “Esterno notte”.

Davide Mancini

Gergely Pohárnok

Gergely Pohárnok nasce a Budapest, Ungheria, nel 1968. Nei primi anni della sua carriera, Pohárnok lavora come fotoreporter ed attore.
Le sue prime esperienze come direttore della fotografia risalgono al 1997.

Dal 2007 al 2009, Pohárnok realizza diversi cortometraggi, tra cui 411-Z (2007), diretto da Dániel Erdélyi, che riceve una nomination per il miglior cortometraggio al Festival di Cannes del 2008, e La partita lenta (2009), diretto da Paolo Sorrentino, vincitore di due premi al Raindance Film Festival.

Dopo l’esperienza con Sorrentino, Pohárnok inizia a lavorare assiduamente per il mercato italiano realizzando lungometraggi e spot commerciali, tra cui spiccano gli episodi della campagna pubblicitaria della multinazionale Mulino Bianco, spot di grande successo in cui figura la presenza di Antonio Banderas.

Il primo lungometraggio italiano di Pohárnok è Una vita tranquilla (2010), diretto da Claudio Cupellini, film che guadagna quattro nomination ai David di Donatello del 2011, e vince due premi al Festival del Cinema di Roma del 2010.

Il 2012 è l’anno di Tutti i rumori del mare (2012), diretto da Federico Brugia, e poi, nel 2013, Miele (2013), opera prima dell’attrice Valeria Golino, vincitore di 12 premi tra cui un Golden Globe e una menzione speciale al Festival di Cannes.

Pohárnok è membro di HSC, l’associazione dei direttori della fotografia ungheresi, ha vinto quattro volte il Premio HSC – Kodak Cinematographer.

Wieland Speck è regista, autore e curatore cinematografico tedesco originario di Friburgo (Svizzera). Vive a Berlino dal 1972, dove ha studiato letteratura tedesca, drammaturgia ed etnologia presso la Freie Universität. Successivamente ha studiato cinematografia presso il San Francisco Art Institute. A partire dagli anni ’70, mettendosi in proprio, ha iniziato a dedicarsi come editore alla letteratura sull’emancipazione maschile e sul movimento LGBT. Inoltre, in quanto videoartista e regista, ha prodotto una serie di cortometraggi e il suo pluripremiato lungometraggio “Westler” (1985), proiettato con grande successo in vari festival cinematografici e nei cinema, nonché in numerose trasmissioni televisive tedesche. Nel 1982, viene nominato vicedirettore della sezione Panorama del Festival di Berlino, guidata da Manfred Salzgeber, e poco dopo fonda il Teddy Award, premio assegnato durante la Berlinale a film che affrontano tematiche LGBT. Nel 1992 è nominato direttore della sezione Panorama, carica che ha ricoperto per i successivi 25 anni, fino al 2017. Nel 2000 ha co-diretto, insieme ad Andrea Weiss, il pluripremiato documentario “Escape to Life – La storia di Erika e Klaus Mann”, il quale, oltre ad essere stato distribuito in vari cinema d’essai, sia in Germania che negli Stati Uniti,è stato selezionato per numerosi festival internazionali, tra cui: il festival di Rotterdam, quello di Gerusalemme, Seattle (dove ha vinto il Premio della Giuria), lo Human Rights Watch Film Festival, il Full Frame e molti altri.

Nel frattempo, Speck ha continuato a lavorare come curatore e giurato in diversi festival cinematografici internazionali. Ha tenuto conferenze in vari istituti come: il DFFB, la Freie Universität e la Filmakademie Ludwigsburg, a Berlino, e la Filmuniversität Babelsberg Wolf di Potsdam. Ha inoltre pubblicato articoli riguardanti la produzione cinematografica, la stesura di sceneggiature, il marketing cinematografico, ed è stato presentatore per la programmazione cinematografica di Arte Television.

Wieland Speck

Anja Strelec

Anja Strelec, regista, documentarista, giornalista televisiva, fotografa e artista audiovisiva croata, vive e lavora a Bruxelles. Nelle sue opere si concentra principalmente su temi sociali, ritraendo sia le singole storie umane che la società nel suo insieme. Il suo approccio multidisciplinare le consente di creare narrazioni sfaccettate e complesse; Anja lavora, infatti, con una grande varietà di formati visivi: dal film documentaristico, passando per i video, fino alla fotografia di strada.

Regista di numerosi documentari, premiati e proiettati in festival internazionali e canali TV di diversi paesi, ha esposto le sue opere in mostre sia personali che collettive in Croazia, Francia, Slovenia, Germania, Grecia e Belgio. Dopo essersi laureata in Giornalismo Televisivo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Zagabria, Anja ha conseguito due master: uno in Produzione Audiovisiva e Cinematografica, l’altro in Regia Audiovisiva e Cinematografica presso le università francesi Paul Valery III di Montpellier, e la ESAV (Ecole Supérieure d’Audiovisuel) di Tolosa.

Negli ultimi dieci anni, oltre ad aver lavorato come regista ed essersi dedicata al suo lavoro artistico, ha svolto laboratori audiovisivi e di tecnica documentaristica sia in Europa che in Africa e Asia, in particolare per la Commissione Europea e altre organizzazioni internazionali. Inoltre, è da diversi anni selezionatrice (parte del comitato di selezione) al FIFB Film Festival, “Festival International du Film de Bruxelles”, ed è spesso docente ospite presso diverse università e conferenze. Durante la sua permanenza in Croazia, parallelamente al lavoro presso la Televisione Nazionale, Anja ha diretto diversi documentari, come i più noti: “Home is where my age is” ed “Abidance”. Entrambi incentrati su temi sociali, hanno vinto numerosi premi e sono stati proiettati in diversi festival cinematografici e nelle TV di tutto il mondo. Dopo essersi trasferita a Bruxelles, ormai più di sei anni fa, Anja ha continuato a fare ricerca e lavorare su temi sociali, questa volta su scala globale. In co-produzione con una società di produzione nepalese, la Mountain River Films, ha, infatti, diretto e girato un documentario riguardante i lavoratori migranti del Nepal: “Dove sono finiti tutti i sorrisi”. Inoltre, Insieme a una ONG con sede a Bruxelles, la GAMS sta attualmente stà lavorando ad un documentario incentrato proprio sulle vittime di mutilazioni, ora in fase di pre-produzione. Lavora poi come giornalista televisiva per la stazione fiamminga BRUZZ TV.