Parte finzione, parte confessione, “Sinuca de Bico” è un cortometraggio viscerale e personale sulla violenza silenziosa del lavoro. Bruno si muove per San Paolo con il corpo in modalità automatica e la mente che non trova pace. Mentre il confine tra il caos esteriore e il crollo interiore inizia a farsi sottile, il film si interroga su cosa significhi rimanere umani dentro una macchina costruita per la produzione costante, anche perché oggi, con l’intelligenza artificiale, tutto dovrebbe andare più veloce.





