Climate Future Film Festival: Capitolo 2 — Giovani, resa dei conti e determinazione
Awards Judge: Edward Norton
Honorary Judge: Bill McKibben
Best Performance Award: Tilda Swinton
Dodici cortometraggi. Nove paesi. Una domanda: cosa ci aspetta?
Parte dell’iniziativa Merlyn Climate Grants, questa edizione del Climate Future Film Festival è presentata dal RIFF come un micro-festival itinerante dedicato ai cineasti che affrontano il tema del cambiamento climatico.
Attraverso generi quali il documentario, la fiction, l’animazione, l’ironia e la danza, il programma delinea risposte emotive, artistiche e profondamente umane a un pianeta che si riscalda e si trasforma. Dall’innalzamento del livello del mare in Bangladesh alle regioni indiane colpite dalla siccità, dall’intimità della vita domestica ad atti collettivi di resistenza, questi film spaziano dalla dimensione globale a quella personale.
Clima e democrazia sono ormai temi di grande attualità. Al di là delle cronache, però, le reazioni sono più silenziose: dolore, rabbia, torpore, ansia e, per alcuni, uno strano ottimismo di fronte al collasso stesso.
Questo programma rivolge lo sguardo proprio a tali paesaggi interiori. Ha invitato i cineasti non a proporre soluzioni, bensì a coinvolgere la sfera emotiva attraverso opere personali, viscerali e formalmente audaci. Nel loro insieme, questi film racchiudono delle contraddizioni: speranza e cinismo, negazione e dolore, rabbia e tenerezza, resilienza e determinazione.
Edward Norton, quattro volte candidato al Premio Oscar e attivista per il clima, ricopre il ruolo di giudice per l’assegnazione dei premi, selezionando i vincitori nelle categorie Miglior film, Miglior regia, Miglior fotografia e Miglior interpretazione. Lo scrittore e celebre ambientalista americano Bill McKibben partecipa in qualità di giudice onorario.
Il premio per la Miglior interpretazione è stato conferito a Tilda Swinton per la lettura del saggio di George Orwell del 1946 *Some Thoughts on the Common Toad* (Alcune riflessioni sul rospo comune), all’interno dell’omonimo cortometraggio documentario di G. Anthony Svatek.
Quando il “Capitolo Primo” di questo festival è stato proiettato al RIFF nel 2024, il clima era al centro dell’attenzione. Oggi, lo è anche la democrazia. Resta aperta la questione se l’una possa sostenersi senza l’altra. Nella sua introduzione al “Capitolo Primo”, Bill McKibben ha auspicato un’ondata artistica capace di portare il cambiamento climatico in primo piano nel dibattito culturale, condizione necessaria affinché possano seguire azioni concrete.
L’arte forse non offre soluzioni; è personale, soggettiva, non scientifica. Tuttavia, l’azione nasce dall’immaginazione e da essa viene alimentata. Questi film contribuiscono a creare quell’ondata auspicata da McKibben.