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7 documentari italiani da non perdere al RIFF – Una prima mondiale. Una leggenda della fotografia. Un quartiere di Roma che si rimbocca le maniche.

Il RIFF 2026 porta in sala sette documentari italiani, e sono tra le cose più belle che vedrete quest’anno. Dal 27 novembre. Siete pronti?

Si parte forte con “Renea – Nel nome dei figli” di Max Nardari, in anteprima mondiale, con Giuliana De Sio e Violante Placido: la storia della donna che a 57 anni è diventata una delle prime avvocate rotali al mondo.

Amate la pellicola? “Storia romantica della fotografia” mette davanti all’obiettivo Gianni Berengo Gardin.

Cercate l’avventura? “Sereva” vi porta nella foresta della Papua Nuova Guinea, “Anguane” tra le Dolomiti e la Laguna.

E poi “Non succederà più”, “Dalla terra al mare” e il classico “Chiusura”.

Dal 27 novembre. Siete pronti?

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Undici documentari, una settimana, Roma – Dove trovate, nella stessa settimana, il batterista dei Police, una miniera d’argento in Bolivia e un quartiere di Roma che non si arrende? Al RIFF 2026.

Undici documentari, sette italiani e quattro internazionali, che vanno lontano e tornano a casa. C’è Stewart Copeland che si racconta in tour, ci sono tre donne cinesi innamorate di un’intelligenza artificiale, c’è Cuba sospesa tra chi parte e chi resta. E c’è l’Italia: l’anteprima mondiale

Anche quest’anno vi portiamo all’esplorazione dell’ultima frontiera dell’audiovisivo, la più incredibile e visionaria: quella della (r)evolution AI, con dodici cortometraggi realizzati interamente con l’intelligenza artificiale.

Arrivano da ogni angolo del globo, con una ricca e straordinaria rappresentanza di Cina e Italia, affiancate da Belgio, Brasile, Canada, Egitto e Stati Uniti, forti di un importante bagaglio di premi e menzioni speciali e di ben sette anteprime italiane e due anteprime europee.